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FESTIVAL DELL'ACQUA

Festival dell’Acqua Bari: è necessario razionalizzare la risorsa acqua

E’ terminata ieri la quarta edizione del Festival dell’Acqua, svoltosi a Bari dall’8 all’11 ottobre. Un momento di confronto, dibattiti, collaborazioni per fare il punto sulla situazione idrica in Italia e nel mondo.

Il Festival dell’Acqua è stata l’occasione giusta per capire perché l’acqua è poca o troppa, che cosa è il Diritto all’Acqua e l’Economia Circolare dell’Acqua; per conoscere la dissalazione, le nuove tecnologie, le Case dell’Acqua. Tra convegni, eventi e laboratori per grandi e piccoli.

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Il Festival dell’Acqua è un appuntamento ideato da Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua, energia e ambiente) in collaborazione con Acquedotto pugliese (Aqp), nella sede dell’Università degli studi ‘Aldo Moro’.

In Italia, secondo i dati elaborati proprio da Utilitalia, si disperde il 39% dell’acqua immessa nella rete. Le perdite medie al Nord arrivano al 26%, al Centro al 46% e al Sud al 45%.

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Il 60% delle infrastrutture è stato messo in posa oltre 30 anni fa; il 25% di queste supera anche i 50 anni. A questo si aggiunge la questione clima: la temperatura in Europa è aumentata di circa 1°C più della media mondiale, con un trend di continua crescita.

“Se non riduciamo le emissioni di CO2 di origine fossile come chiede l’accordo di Parigi – avverte il presidente della Società Italiana di Meteorologia Luca Mercalli, intervenuto in occasione del quarto Festival dell’Acqua a Bari – rischiamo un aumento termico anche di 5°C” sul Mediterraneo entro la fine di questo secolo.

Le città italiane – e non solo – vivono oggi una situazione senza precedenti, con eventi climatici estremi. Alluvioni sempre più frequenti e sempre più violente, che hanno causato decine di vittime in tutta Italia nel giro di pochi anni. “Nel nostro Paese esistono oltre 500 dighe, ma non tutte sono funzionanti, e molte non sono efficienti. Non parliamo poi della dispersione idrica, per cui nelle isole buttiamo via circa il 50% dell’acqua disponibile!”. A parlare così è Armando Brath – Associazione Idrotecnica Italiana – che prosegue: “La rete infrastrutturale idrica italiana è vecchia di oltre cinquant’anni. Il tasso di rinnovo degli impianti corrisponde allo 0,5%, e di questo passo ci metteremo 200 anni a modernizzare la rete. È necessario un forte cambio di passo”, conclude, “anche per gli investimenti nella prevenzione contro le alluvioni”.

“Per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici ci sono tre regolette – osserva vicepresidente di Utilitalia Mauro D’Ascenzi – bisogna tenere l’acqua quando c’è; non disperderla nella sua distribuzione, dal momento che abbiamo delle perdite di rete che arrivano a circa il 40%; e infine restituire l’acqua alla natura come ce l’ha data. In Italia per fare tutto questo, governo dell’acqua, opere sulle reti, depurazione, occorrono investimenti pari a circa cinque miliardi di euro l’anno; cosa che provocherebbe decine e decine di migliaia di posti di lavoro, oltre naturalmente a sistemare tutta la situazione ambientale”.

Si è svolto anche un incontro relativo agli impianti di acqua self-service, Casa dell’Acqua di cui Tecnofonte è punto di riferimento in Puglia, esattamente nella zonda nord e sud barese. E’ una realtà sempre più in crescita per la sua utilità pubblica. Le Case dell’acqua permettono di utilizzare l’acqua dell’acquedotto e, grazie al sistema innovativo e tecnologico, garantisce la riduzione dello spreco e una riduzione dell’inquinamento.

Utilizzando il distributore automatico di acqua è possibile utilizzare vetro e diminuire, così, l’utilizzo e lo smaltimento di plastica. Attività che comporta grandi emissioni di CO2.

Tecnofonte ringrazia tutto lo staff e l’organizzazione del festival dell’Acqua per aver permesso all’opinione pubblica e ai cittadini di riflettere su quanto possa essere importante utilizzare la Casa dell’Acqua, come strumento utile per tutti.