Risposta rapida

Durante l’estate, temperature elevate, chiusure temporanee e scarso utilizzo di alcuni terminali possono modificare le condizioni della rete idrica interna. Per aziende, alberghi, ristoranti, scuole e abitazioni, è importante controllare ristagni, serbatoi, punti poco utilizzati e manutenzione degli apparecchi di trattamento. La qualità dell’acqua non dipende soltanto dall’acquedotto, ma anche dal percorso che compie dentro l’edificio.

Perché l’estate richiede maggiore attenzione

Quando un edificio resta parzialmente chiuso, l’acqua può rimanere ferma per periodi prolungati nelle tubazioni, nei serbatoi o nei terminali.

Può accadere in:

  • uffici durante le ferie;
  • scuole chiuse;
  • seconde case;
  • hotel con camere inutilizzate;
  • locali stagionali;
  • reparti aziendali temporaneamente fermi;
  • punti acqua usati raramente.

Il ristagno non significa automaticamente che l’acqua sia pericolosa. Rappresenta però una condizione che deve essere considerata nella gestione preventiva del rischio.

La qualità dell’acqua non termina al contatore

Il gestore idrico controlla l’acqua lungo il sistema pubblico di approvvigionamento. Dopo il contatore, però, l’acqua attraversa la rete privata dell’edificio.

Questa rete può comprendere:

  • tubazioni;
  • serbatoi;
  • autoclavi;
  • boiler;
  • raccordi;
  • rubinetti;
  • docce;
  • erogatori;
  • apparecchi di trattamento.

Il D.Lgs. 18/2023 rafforza l’attenzione verso i sistemi di distribuzione interni e verso rischi specifici, soprattutto negli edifici prioritari.

Quali fattori possono influenzare l’acqua interna

Ristagno

Quando l’acqua resta ferma, diminuisce il ricambio e possono modificarsi temperatura, caratteristiche organolettiche e condizioni microbiologiche.

Temperature elevate

Il caldo può rendere più favorevoli alcune dinamiche microbiologiche, soprattutto nei circuiti di acqua calda e nei tratti poco utilizzati.

Serbatoi e accumuli

Serbatoi non ispezionati o mantenuti correttamente possono rappresentare un punto critico della rete interna.

Tubazioni datate

Materiali, corrosione, incrostazioni e biofilm possono influenzare la qualità dell’acqua al rubinetto.

Apparecchi non mantenuti

Filtri, erogatori e altri dispositivi devono essere controllati, sanificati e mantenuti secondo le indicazioni tecniche applicabili.

Legionella: attenzione a non semplificare

La Legionella è un batterio associato soprattutto agli aerosol prodotti da docce, rubinetti, impianti idrici e altri sistemi che nebulizzano acqua.

Il rischio non si valuta semplicemente osservando l’acqua e non può essere escluso attraverso un generico filtro domestico.

Una gestione corretta può richiedere:

  • valutazione del rischio;
  • controllo delle temperature;
  • gestione dei ristagni;
  • manutenzione dei terminali;
  • campionamenti;
  • procedure di bonifica;
  • documentazione degli interventi.

Queste attività devono essere affidate a tecnici e professionisti competenti.

Cosa fare prima della riapertura di un edificio

Verificare i periodi di inattività

Occorre individuare quali aree, terminali o apparecchi siano rimasti inutilizzati e per quanto tempo.

Controllare i punti meno utilizzati

Rubinetti, docce, cucine secondarie e locali tecnici possono richiedere particolare attenzione.

Effettuare il ricambio dell’acqua

Le operazioni di flussaggio devono essere pianificate in funzione dell’impianto, evitando procedure improvvisate e aerosol non necessari.

Verificare apparecchi e filtri

Prima della riapertura bisogna controllare:

  • scadenze di manutenzione;
  • componenti da sostituire;
  • condizioni igieniche;
  • eventuali anomalie;
  • registri degli interventi.

Valutare analisi specifiche

Quando la tipologia di struttura, il periodo di fermo o la valutazione del rischio lo richiedono, può essere necessario effettuare analisi tramite laboratori qualificati.

Il ruolo della manutenzione Tecnofonte®

Tecnofonte® può intervenire sulle apparecchiature e sui servizi di propria competenza attraverso:

  • verifica del funzionamento;
  • controllo dei componenti;
  • sostituzione secondo specifiche tecniche;
  • sanificazione dell’apparecchiatura;
  • verifica del punto di erogazione;
  • registrazione dell’intervento;
  • programmazione della manutenzione successiva.

Il DM 26 marzo 2015 attribuisce particolare importanza a corretta informazione, installazione e manutenzione degli apparecchi destinati al trattamento dell’acqua potabile.

La manutenzione non deve essere standardizzata in modo indiscriminato. Deve tenere conto di tecnologia, utilizzo, volumi, acqua in ingresso e indicazioni del produttore.

Cosa cambia per alberghi e strutture ricettive

Le strutture ricettive presentano reti spesso complesse, camere utilizzate in modo discontinuo e numerosi terminali.

Prima dell’alta stagione o dopo periodi di chiusura è utile predisporre:

  • mappatura dei punti poco utilizzati;
  • calendario dei controlli;
  • verifica dei sistemi di accumulo;
  • manutenzione degli erogatori;
  • procedure documentate;
  • formazione del personale.

L’acqua deve essere considerata parte dell’esperienza e della sicurezza dell’ospite.

Cosa cambia per aziende e uffici

Un erogatore aziendale non deve essere semplicemente installato e dimenticato.

Serve un servizio organizzato che comprenda:

  • manutenzione programmata;
  • referenti interni;
  • registro degli interventi;
  • procedure dopo lunghi periodi di inutilizzo;
  • controllo del punto di erogazione;
  • comunicazione chiara ai dipendenti.

Questo migliora continuità operativa e fiducia nel servizio.

Cosa cambia per bar e ristoranti

Nel settore Ho.Re.Ca. l’acqua viene utilizzata per consumo diretto, ghiaccio, bevande, cucina e lavaggio.

Alla riapertura stagionale è opportuno controllare:

  • punti di erogazione;
  • rubinetti e terminali;
  • sistemi di trattamento;
  • caraffe e bottiglie riutilizzabili;
  • macchine del ghiaccio;
  • procedure di pulizia e sanificazione.

La sostenibilità non può essere separata dall’igiene.

Cosa cambia per Comuni e Case dell’Acqua

Le Case dell’Acqua devono mantenere continuità, pulizia, affidabilità e trasparenza anche nei mesi più caldi.

È utile monitorare:

  • frequenza degli interventi;
  • condizioni dell’area esterna;
  • temperature e ventilazione dei vani tecnici;
  • pulizia dei punti di erogazione;
  • consumi anomali;
  • comunicazioni agli utenti;
  • tempi di risposta ai guasti.

Il cittadino deve poter percepire che il servizio è gestito, non semplicemente installato.

Il metodo Tecnofonte®

Il metodo può essere sintetizzato in cinque azioni:

Valutare e Dimensionare

Comprendere edificio, utilizzo, periodi di chiusura e criticità.

Controllare

Verificare apparecchiatura, componenti e punto di erogazione.

Sanificare

Applicare procedure adeguate al sistema.

Documentare

Registrare attività, anomalie e componenti sostituiti.

Programmare

Definire la manutenzione successiva prima che emerga un problema.

Conclusione

In estate la qualità dell’acqua negli edifici richiede maggiore attenzione.

Il punto non è creare allarmismo, ma riconoscere che l’acqua compie un percorso anche dopo il contatore.

Rete interna, ristagno, temperatura, apparecchi e manutenzione fanno parte dello stesso sistema.

Tecnofonte® può aiutare famiglie, aziende, locali e amministrazioni a gestire correttamente le apparecchiature di trattamento e a riconoscere quando è necessario un approfondimento sulla rete interna.

Tecnofonte® — La qualità dell’acqua arriva fino al punto di utilizzo.

FAQ

L’acqua ferma nelle tubazioni diventa automaticamente non potabile?

No. Il ristagno è però una condizione da valutare, soprattutto dopo lunghi periodi di inutilizzo e negli edifici complessi.

Un filtro elimina il rischio Legionella?

Non si può affermare genericamente. Il rischio Legionella riguarda l’intero sistema idrico e richiede valutazione, gestione e controllo specifici.

Dopo le ferie bisogna cambiare sempre i filtri?

Dipende dal tipo di sistema, dal periodo di fermo, dalle condizioni del componente e dalle indicazioni tecniche. Serve una verifica professionale.

Chi è responsabile della rete interna?

La gestione dipende dalla tipologia di edificio e dai ruoli presenti: proprietario, gestore, datore di lavoro, amministratore o responsabile della struttura.

La manutenzione dell’erogatore basta per controllare l’intero edificio?

No. La manutenzione dell’erogatore riguarda l’apparecchiatura. La rete interna complessiva può richiedere ulteriori valutazioni e interventi specialistici.

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